20130401

Sotto le nuvole, Sopra le nuvole

Mi ha sempre affascinato l'idea del viaggio. Non dico necessariamente alla volta di destinazioni remote e misteriose, ma semplicemente il girovagare tipico di un giorno come di un altro, quando avendo in mente la direzione approssimativa della propria meta, si scelgano le strade seguendo l'istinto, non curandosi necessariamente di cercare il percorso più rapido ed efficiente. Cosi può capitare di trovarsi all'improvviso nel mezzo di una distesa di pioppete, e, avendo levato lo sguardo, di osservare le montagne ancora candide di neve comprese tra il verde brillante dell'erba giovinetta e la cappa plumbea delle nubi: i rilievi, resi definiti dall'aria limpidissima al disotto di queste, appariranno come incastonati nel delicato intrico dei rami ancora spogli, nella teoria dei tronchi snelli quali giunchi e disciplinati dalla mano dell'uomo, e daranno al viandante, complice il silenzio, l'impressione di trovarsi in una cattedrale immaginaria, ove arte e natura abbiano collaborato nel plasmare splendide vetrate.
Poco importa che tale recesso sia stretto tra strade affollate, svincoli, capannoni: esistono luoghi così, in grado di non essere soffocati dal contesto: forse sono lì per insegnarci qualcosa.
Essendosi lasciati alle spalle tutto ciò, si potrà dubitare di ciò che è stato [sospira]... ma quel silenzio, quella serenità perfetta e inesprimibile riemergerà, unica esperienza degna di essere ricordata.
Ma bisogna proseguire... chissà cosa ci aspetta, poi... raggiunta la meta ci si sentirà comunque fuori posto: se la destinazione è un'occasione festosa, è il caso del nostro peripatetico, ad egli sembrerà di essere simile a quella pioppeta, muto e sordo in mezzo alla confusione, come se l'aver esperito un certo tipo di innegabile bellezza l'avesse di contro condannato a non sapersene staccare.
Il viaggio dunque non può che proseguire, tentativo sciocco di fuggire da ciò che è interiore, sperando esista un luogo da solo in grado di dare sollievo: avanti dunque; il viandante a dir la verità vorrebbe fermarsi [ha senso tutto questo?], non può, e la strada inizia pure a salire, incuneandosi tra i primi, avanzati contrafforti delle montagne. L'orizzonte, rotto ormai da ogni parte, è stretto sempre più d'appresso dalla volta delle nubi, che di momento in momento si vanno incupendo. Sarà la sera che è già discesa? Arriva però il momento, magari attraversata una galleria, in cui però si ritrova sopra. E' limpido lassù, il sole splende ancora moltiplicandosi nella neve delle vette, e guardando indietro, egli vedrà un lago fioccoso, negli abissi del quale ha lasciato tutto un mondo. Invece adesso è circondato dal più puro inverno, che evidentemente non vuole arrendersi allo scorrere del tempo [potessi ritornare indietro...

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