20130325

Echi dal passato

Ieri, mentre uscivo di casa, ho trovato il mio primo archetto: era nel portaombrelli. Da quanti anni non lo vedevo, e chissà come era finito lì dentro. Piccolo, da mezzo di violino, e con ormai pochissimi crini, mentre lo rigiravo tra le mani ha fatto emergere dai recessi della mia mente un mondo distante, ma che ho scoperto di ricordare nitidamente: quello dei primissimi anni in cui studiavo musica. Un mondo fatto di sensazioni. Tutto era una novità a quel tempo: l'odore della colofonia e del feltro dei pianoforti, il curioso dondolare dei metronomi, il contrabbasso in dotazione alla scuola, che adagiato su un fianco in un angolo buio e remoto, veniva avvicinato con il timore dovuto ad una qualche bestia misteriosa. Era un bel periodo in fondo. Ma come sempre i bei periodi finiscono, e quel misero archetto ne ha fatto le spese. E' finito in mille pezzi. L'ho distrutto con una ferocia folle, riuscendo pure a farmi male. E' stato liberatorio sentire quel legno, che ormai sono abituato a considerare sacro e inviolabile, contorcesi, gemere e infine cedere di schianto, come le ossa di una creatura indifesa. Una, due, tre volte. I crini si agitavano in frammenti sempre più corti. La vite del nasetto ne è uscita piegata e spezzata. Avrei dovuto farlo prima, e forse dovrei continuare così. Cosa mi sta succedendo?

20130319

Musica a San Rocco

Vorrei che foste qui. Che poteste apprezzare, come me in questo istante, il tessuto della città che si offre placido allo sguardo del viandante, che lo accompagna, attraverso le prospettive di prati orti case strade siepi campanili, al punto di fuga naturale, quel colle, marezzato di verdi essenze e coronato da una cascata di luce, luce fredda, di un pallore virginale, che si riflette sulle mura antiche del castello, luce più calda che infiamma le facciate dei palazzi ad esso circostanti. Su tutto ciò domina il blu incredible del cielo: così preziosamente trapunto di stelle, sembra uscito da una miniatura, da una pala d'altare dei maestri passati.
Non si vede spesso un cielo così. Probabilmente è li ogni notte, ma siamo troppo impegnati a tenere gli occhi fissi sulla nostra strada, uno massimo due passi avanti, per poterlo notare. Io stesso non l'avevo certo cercato. Quando ero uscito in tutta fretta dalla sala in preda al disgusto non so se per me stesso o per il mondo, i miei pensieri erano ben altri. Per fortuna capita a volte di alzare lo sguardo, e può succedere che ciò che si scorge possa essere d'aiuto più di mille parole. Davanti alla quiete che sembra annullare il tempo, cosa sono le nostre misere inquietudini? Alla fine questa visione era qui da molto prima di me, e certamente mi sopravviverà. Non certo per inerzia: non troppi decenni or sono, queste plaghe conobbero le distruzioni della guerra, e quel colle che sembra ora immutabile nella sua serenità appariva butterato di crateri e oppresso dall'arida sassaia delle rovine. Il tempo e la volontà hanno posto rimedio alla distruzione, quella volta come tante altre. E lo faranno ancora.

20130313

Scappate, sono tra noi!! ARGHH!!

E' sul finire del XVI secolo che Erasmo da Borgo San Protasio, abate a Sergozzone sul Bumbro, monastero ora noto per i suoi pregevoli Te Deum di epoca barocca, lascia per la prima volta una testimonianza scritta riguardante delle entità fino allora avvolte nel più oscuro mistero.
[...] ed io conobbi in uno de' camminamenti, che per l'uficio mio suolevo fare in tempo remotissimo, et pria d'addivenir lo padre di tale mirabile abbazia, che ora anzi altri in vece mia s'arrischiano ne' li itineri, tali orride creature che mai vidi pria d'allora, e mai ebbi la ventura di secar in seguito (sia lode all'Altissimo). Ero dunque sulla via per l'Alemagna, e valicando li monti trovandomi in una ragione invero desolata, che aggiunsi ne' pressi d'una villula, o accrocchio di case o abituri che dir si voglia, che pareva abbandonato di gran fretta. Già prima nello mio camminar ebbi modo d'udir dalle labia de' bifolchi storie alquanto strane, ma inver non detti loro attenzione alcuna, giacchè anche normali eventi, tema puotono sollevar ne' lo spirto de viri non adusi a favellar di mathematicae, o di cose di natura, mentre in effetti risultano a li uomini mirabili per doctrina quasi immeritevoli d'attenzione, sicut lo tono dell'adirato cielo più non turba li cori, alla guisa in cui inver soleva fare co' l'avi nostri, quando ancor era creduto infatti manifesto de lo Nostro Signor gratioso, Laudetur Semper (che anzi penso non sia dimolto saggia tale sicurtade nella conossenza, di cui ancora molto difettiamo, e tanto ancora abbiam da trarre da le tenebre dell'ignoranza, com'ebbi poi a scoprire). Ero dunque preso ne lo valicar codesta villula, che la mia cavalcatura, bestiola mansueta, o rassegnata allo fato suo che dir si voglia, cosa per la verità consona alla sua natura di mulo, che già non convien che li homini di chiesa s'avvalgano de li cavalli, come già sebbe a considerare in passato, la mia cavalcatura dicevo, si diede ad un'inquietudine alquanto inusitata, e più non intendeva procedere oltre. Ero intento a ripigliar lo governo, quando vidi alfine tali portenti, che fino allora altro non avevo fatto che irridere ne' raccondi de li villici. Erano dunque codesti esseri ben vivi et animati, e foggiati a guisa di uncino o artiglio, se non che tale era la parvenza dello profilo, che anzi erano talmente piatti che lo prospetto loro veniva a celarsi. Tali creature curiosamente saltellavano sullo piede loro emettendo versi alla guisa de topi, e come s'avvidero dell'avvento mio, subito si lanciarono allo mio indirizzo, che anzi non li vidi più a lungo, a cagione come ebbi a dire della loro piattezza. Fortuna volle che in tale momento lo mulo ritrovò lo vigore o volontà e partì a gran velocità, che anzi mai più palesò in seguito. Riuscii dunque a trarmi in salvo [...]
Non siamo a conoscenza della ragione per cui Erasmo decise di non avvalersi del latino per questo suo racconto, giuntoci tra l'altro incompleto: opinione comune è che esso dovesse servire a mettere sull'avviso del pericolo quanta più gente possibile, e all'epoca in cui egli scriveva il latino non aveva più diffusione sufficiente.
Quello che importa è che le creature descritte ben si adattano a spiegare certi grandi misteri della storia, come la grande crisi dell'età antica che causò tra le altre cose la fine dell'impero ittita, solitamente attribuita ai Popoli del mare.
Nonostante i secoli siano costellati da indizi della presenza di questi esseri, l'unica testimonianza esplicita rimane quella di Erasmo, almeno fino agli anni ottanta del secolo scorso, quando viene ritrovato in una soffitta di Galeazzo sul Mincio un curioso documento che qui riportiamo:

L'imballaggio di Galeazzo sul Mincio
Si tratta di un frammento di carta da pacco su cui sono stati frettolosamente presi a matita degli appunti: non si sa chi l'abbia scritto, quando, e perchè, ma è certo che l'oggetto descritto collima con la descrizione di Erasmo da Borgo San Protasio, e non sembra possibile che l'autore fosse a conoscenza di tale cronaca, che ci è pervenuta in un unico esemplare mai riprodotto fino a pochi anni fa.
Da allora tuttavia le apparizioni di tali creature si sono fatte più comuni, costringendo le autorità a porvi in qualche modo rimedio.
Qui c'è una punta furba che ti guarda
Da alcune voci risulta sia stato progettato un dispositivo, detto fotopirullimetro, in grado avvertire la presenza di suddette creature anche quando risultino invisibili.

20130120

La Vie en rose

E’ già sera quando finisco il mio lavoro (ma era proprio necessario uscire in questa triste e piovosa domenica? E perchè provo all’idea di andarmene la stessa riluttanza?) e decido di girovagare, seguendo schemi presenti forse solo nei meandri della mia memoria, per le vie della città che tanto mi è cara ma che sta acquistando ora ai miei occhi una luce desolata e opprimente.
Sembra sia popolata solo da fantasmi. Il silenzio, una cappa di piombo capace di indurmi a dubitare dei miei stessi sensi - la pioggia non dovrebbe far rumore cadendo? Tutto è immobile tranne i riflessi delle pozzanghere illuminate da lampioni gialli e turbate da gocce sempre nuove, e che pur iridescenti per l’olio dei motori (mucillagine del mondo moderno), non riescono tuttavia a colorare questa sera livida, in bianco e nero.
Il tempo passa scandito dai semafori, che con una diligenza quasi di cattivo gusto, e propria infatti solo delle macchine, continuano a regolare un traffico presente in ricordi di altre e forse più rassicuranti giornate. Accanto alla teoria spettrale di queste luci rese amare dalla loro inutlità, quella ancora più sconvolgente di edifici negozi case altri negozi abitazioni bar altre case ristoranti resi uguali da freddi diaframmi metallici. Siamo sicuri che dietro ci sia ancora qualcosa? O che ci sia mai stato? Quelle vetrine davanti alle quali mi ero fermato innumerevoli volte sono esistite per davvero? Alzando lo sguardo, finestre chiuse e buie, in alto, sempre più in alto, fino a quelle sommitali degli edifici più antichi, che al pari di occhiaie vuote e accigliate dalle estremità dei tetti pare che fissino il viandante (ma dove sono andati tutti?) quasi a volerlo giudicare.
Mi avvicino ad una panchina, bagnata non certo più di me che ho chiuso l’ombrello già da molto tempo. Il legno è freddo e per i primi momenti non è una sensazione gradevole. Finalmente mi rassegno all’acqua e inizio a fissare questo scorcio di non esistenza. Passano i minuti. All’improvviso un suono lontano mi scuote dai pensieri di pomeriggi sereni e ormai parte di un altro mondo. Uno scalpiccio scomposto. E’ un cane. Procede a balzi irregolari, come se nemmeno lui avesse una chiara idea di dove andare. In ogni caso si avvicina. Sta giocando, con un grosso pezzo di gomma, simile ad un foglio spesso e color del mattone. Lo lancia in aria con un movimento laterale della testa, neanche fosse un frisbee, lo insegue, lo recupera, lo rilancia... senza tregua. Procedendo così supera la panchina, incurante della mia presenza. Ha smesso. Si volta e mi guarda. E’ un cane nero di taglia media. Si avvicina, sedendosi poi a due tre passi da me ancora col suo giocattolo in bocca. Per lunghi attimi ci fissiamo. E’ immobile ma leggo nei suoi occhi una tensione trattenuta forse dalla paura di disturbarmi. Alla tendendosi in avanti senza fare un passo mi porge il pezzo di gomma. Vuole giocare! Prendo quel curioso rimasuglio di chissà quale oggetto e lo lancio, molto più distante di quanto finora fosse riuscito ad andare. Il cane schizza via confondendosi nell’oscurità. Torna, festoso, riportando la preda. Trovo la sua gioia selvaggia quasi liberatoria, capace di scacciare l’incubo che mi stava togliendo il respiro. Andiamo avanti così per tanto, tanto tempo, attraversando giardini, viali, parchi e piazze, senza incontrare mai anima viva, e forse è meglio così. Da una casa esce improvviso un suono come di grammofono, che spande nella pioggia le note di una vecchia canzone francese. Mi rendo conto che sarebbe anche ora di tornare, non so perchè ma adesso ho trovato il coraggio di allontanarmi da questa città deserta, anche se ignoro per quanto riuscirò a conservarlo. Il cane evidentemente capisce, e si ferma, simile ad una statua, accanto ad un pennone di bandiera, in quella piazza che aveva già visto concludersi tante mie giornate. Mi allontano, e la figuretta che mi osserva ferma sotto la pioggia si fa sempre più piccola e vaga. Mi volto, e dietro di me il silenzio rotto solo dalle dolenti note che ancora giungono, sebbene ormai indistinte. Mi incammino verso la macchina, e il coraggio sta già venendo meno; come quando dopo aver letto un libro che ti ha rapito l’anima, esiti a richiuderlo temendo di accorgerti che il mondo dove eri vissuto grazie ad esso altro non fosse stato che illusione. In ogni caso entro nell’abitacolo. Per la prima volta sento la pioggia, mentre si infrange sui vetri. Faccio per girare la chiave, il quadro si accende, ma non vado oltre. Devo andarmete? Spengo tutto nuovamente, e accompagnato da questo incessante ticchettio, inizio a scrivere.

20110819

Viola fail!



I violisti sono gente strana... o_O

Entry Exam For The BBC Symphony Orchestra - Viola Players

The pass mark is 10% but be careful--over 45% and you are overqualified.
  1. Who wrote the following:
    a) Beethoven's Symphony No. 6
    b) Fauré's Requiem
    c) Wagner's Ring Cycle   [5 pts.]

  2. Tschaikovsky wrote 6 symphonies including Symphony no. 4. Name the other five. [5 pts.]

  3. Explain "counterpoint" or write your name on the reverse of the paper. [10 pts.]

  4. Which of the following would you tuck under you chin?
    a) a timpani
    b) an organ
    c) a 'cello
    d) a viola   [1 pt.]

  5. Can you explain "sonata form"? (Answer yes or no.)   [5 pts.]

  6. Which of the following literary works was made the subject of a Verdi opera?
    a) First among Equals -- Jeffrey Archer
    b) Macbeth -- William Shakespeare
    c) Noddy and Big Ears -- Enid Blyton   [5 pts.]
     
  7. Domenico Scarlatti wrote 555 harpsichord sonatas for which instrument? [5 pts.]

  8. Arrange the following movements in order of speed, starting with the slowest first.
    a) Quickly
    b) Slowly
    c) Very Quickly
    d) At a Moderate Pace [4 pts.]

  9. Where would you normally expect to find the conductor during a performance?   [5 pts.]

  10. Which of the following wrote incidental music to A Midsummer Night's Dream?
    a) Des O'Connor
    b) Mickey Mouse
    c) Felix Mendelssohn Bartholdy
    d) Terry Wogan   [5 pts.]

  11. Which of the following is the odd one out?
    a) Sir Colin Davis
    b) Andrew Davis
    c) Sir Peter Maxwell Davies
    d) Desmond Lynham   [5 pts.]

  12. Arrange the following words into the name of a well known Puccini opera.
    Bohème, La  [5 pts.]

  13. Within five minutes, how long is Chopin's Minute Waltz? [5 pts.]

  14. From which of the following countries did Richard Strauss come?
    a) Venezuela
    b) Sri Lanka
    c) Germany
    d) Japan   [5 pts.]

  15. For what town were Haydn's "Paris" Symphonies written?   [5 pts.]

  16. Which is the odd one out?
    a) Fantasy Overture Romeo and Juliet -- Tchaikovsky
    b) Romeo and Juliet -- Berlioz
    c) Romeo and Juliet Ballet -- Prokofiev
    d) Ten Green Bottles -- anon.   [5 pts.]

  17. From which song do the following lines come?
    "God save our gracious Queen, Long live our noble Queen."   [5 pts.]

  18. Spell the following musical terms.
    - allegro
    - rallentando
    - crotchet
    - pizzicato
    - intermezzo   [5 pts.]

  19. Tosca is a character found in which Puccini opera?   [5 pts.]

  20. Arrange the following letters to form the abbreviation for a well known British broadcasting corporation.
    C, B, B.   [5 pts.]